martedì 13 gennaio 2009

11 gennaio 2009 Notturna San Primo

sono le 2, 30 e sta già suonando la sveglia...
che sonno!!! sono a casa di due cari amici, che mi hanno offerto ospitalità ieri sera...
(GRAZIE GRAZIE GRAZIE) facciamo colazione e poi raggiungiamo la piazza della chiesa dove ci aspettano altri amici per questa camminata al chiaro di luna...
La nottata è da favola... il cielo è limpido e la luna che ci accompagnerà stanotte è davvero uno spettacolo!!! il clima freschino quanto basta!!!
La nostra meta è San Primo (nel lecchese)... alcuni con gli sci ed altri con le ciaspole.
Dopo circa un'oretta di macchina siamo al parcheggio...
Da 2009-01-11 San Primo Notturna
ci prepariamo e via per monti!!!
è davvero un'incanto...
Risaliamo tranquillamente il pendio fino al colletto dove tira una bella arietta "fresca"...
Da 2009-01-11 San Primo Notturna

il panorama è indescrivibile... le luci brillano nelle vallate ed i paesi sembrano diamanti incastonati in queste fantastiche montagne...
decidiamo di non percorrerre la cresta a causa del vento e la aggiriamo facendo un lungo traverso sulla sinistra...
Da 2009-01-11 San Primo Notturna
e finalmente la cima!!!
Da 2009-01-11 San Primo Notturna

ci rintaniamo dentro la trincea scavata attorno ad un "baracchino" ed aspettiamo l'alba tra un bicchiere di vin brulè, una tazza di te, una fetta di panettone e qualche dolcetto...
ma che freddo!!!
Il panorama a 360 gradi è davvero emozionante e l'alba poi!!!
Da 2009-01-11 San Primo Notturna

ma forse lo è ancora di più la nostra compagna per eccellenza di questa notte... una Luna meravigliosa che è stata con noi...
Da 2009-01-11 San Primo Notturna

Arriva anche l'ora di scendere... Il sole sta salendo ma fa ancora un freddo incredibile...
Fotina di gruppo
Da 2009-01-11 San Primo Notturna
(che bello questo gruppo!!!) e poi giù...
per gli sci alpinisti la prima parte di discesa non è entusiasmante... la neve è proprio orrenda...
facciamo "strada" comune in cresta...
Da 2009-01-11 San Primo Notturna
poi loro si lanciano in emozionati saliscendi e noi ciaspolatori con calma torniamo alla partenza...
Lungo la discesa incontriamo tanta gente che sta salendo... è proprio una giornata che merita!!!
in un posto davvero molto bello ed anche vicino...
Arriviamo alle macchine ed aspettiamo al bar i nostri compagni con gli sci...
è mezzogiorno passato quando siamo tutti in macchina sulla via del rientro in città...

chiudo con le parole di un caro amico che esprimono benissimo quanto sia stata semplicemente fantastica questa esperienza...
"Anche quest'anno non manchiamo all'appuntamento con la notturna sulla neve, qualcuno scimunito e qualcun'altro ciaspolomunito, ma comunque tutti con la voglia di condividere questa avventura un po' particolare.
Domenica la luna ci ha donato il meglio di sè illuminando la neve dell'argento più vivo, il sole ci ha regalato il piacere dell'alba dopo una lunga notte riempiendoci gli occhi di luce e colore, e le ossa di calore, ma la riuscita della gita c'è stata grazie agli amici, quelli che vorresti non mancassero mai , e questa volta eravamo proprio in tanti.
Ognuno ha dato: le risate, la fatica della veglia e della salita e la gara delle cadute in discesa, il panettone e il vin brulè (quest'ultimo venuto proprio male ma fa niente), la gioia di stare insieme; tutti hanno reso questa gita indimenticabile. "


http://on-ice.it/onice/viewtopic.php?t=4310

GRAZIE GRAZIE GRAZIE... di cuore...
è stata davvero una gita indimenticabile...

Altra Befana, altro giro... Altro Devero!

06 gennaio 2009

In certi posti ci torni, punto e basta.
E ci torni in certi giorni, perchè è così.

Nel mio caso, al Devero ci torno perchè è il Devero, ed è il mio "luogo del cuore", e ci torno il 6 gennaio perchè, per noi VagaMonti, la Befana si passa al Devero.

In effetti, le abbondanti nevicate previste per la giornata avevano fatto sorgere più di un dubbio al sottoscritto sulla praticabilità delle strade per arrivarci, ma per fortuna mi sono lasciato convincere da Bruno che si doveva andare, ed ecco che alle 7:30 del mattino mi imbarco insieme al buon Mauro, sempre sulla macchina del Bruno sempre di cui sopra (ehm...), e puntiamo spediti verso la Val Formazza.

In effetti, il viaggio comincia con una bella derapata sul misto neve-ghiaccino subito dietro casa, e prosegue a passo assai ridotto a causa delle condizioni delle strade, macon la dovuta calma e filosofia arriviamo su fino a Croveo, dove approfittiamo per fare tappa a casa di mio zio per un caffè e per montare le catene.

Giusto il tempo per il piccolo magone d'ordinanza che non può mancare ogni volta che lascio quella casa, e saltiamo in macchina per il breve tratto verso l'Alpe.

Lo spettacolo è sempre quello, e non mi tradisce mai. Inforchiamo le ciaspole e partiamo per il solito percorso, che ormai faccio con il pilota automatico: la spianata dell'Alpe, lo strappo in salita, il bosco di torbiera, e poi Crampiolo, in pieno parco naturale.

Per darvi un'idea del paesaggio e della giornata, eccovi un piccolo video girato dal limitare del bosco:



Decidiamo di arrivare al paese salendo su una gobba, per poi scendere ciaspolando di corsa e divertirci. Io scendo per primo, e poi decido di riprendere gli exploit di Bruno e Mauro. Eccoli in azione:





Arriviamo giusti giusti per entrare alla Locanda Fizzi, altra tappa fissa dei nostri giri al Devero, per sederci al tavolo e gustare le prelibatezze del Mario Ferraris e della sua cucina.

Anche oggi, purtroppo, niente pasta Walser, ma ci consoliamo con degli ottimi canederli, bocconcini di capriolo con abbondante polenta, e con un assaggio di formaggio Bettelmatt, che a Bruno ancora mancava.

Suggelliamo il tutto nel modo più giusto:



Il dopo pranzo lo dedichiamo ad un passaggio alla diga di Codelago, che sovrasta Crampiolo.

In realtà , praticamente il lago non c'è, perchè la neve lo ha coperto del tutto. La foto ve lo testimonia:


Dopo il lago, torniamo giù all'Alpe, e c'è ancora tempo per una fotina di Bruno e Mauro:


E poi... fine, purtroppo. Risaliamo in macchina e torniamo a Milano.

Ma la testa è rimasta là, e sono abbastanza convinto che questo blog vedrà altre pagine dedicate a questi luoghi meravigliosi, dato che conto di portarci altra gente.

E presto.

martedì 6 gennaio 2009

UNA CLAMOROSA SBARBELLATA

Tochenhorn, 28 dicembre 2008

Per l'ultima domenica del 2008 le previsioni meteo prospettavano una giornata serena, solo un po' “freddina”. Ed allora cosa decisero di fare Dario e Bruno?
Ma di pensar bene di andarsene a ciaspolare in compagnia degli amici Giorgio ed Orietta e della loro banda di Montagna e Natura in una zona notoriamente riparata dal freddo (?)....
Fu così che, dopo uno svelto saluto a Montecrestese, il buongiorno lo ricevettero direttamente al Passo del Sempione.
Sereno era sereno, nulla da eccepire... soltanto, una debole brezzolina accarezzava i volti e le mani dei nostri, che in capo a pochi secondi, nell'atto di allacciarsi scarponi e ciaspole iniziarono ad accusare dei lievissimi problemi riguardanti la circolazione periferica... infatti, quello che non era stato messo in conto era il vento teso caratteristico del Sempione, che andava ad aggiungersi ad una temperaturina di -20°C circa, e al trovarsi a quell'ora in ombra, dato che il sole illuminava solo le cime d'intorno!!!
Terminata la penosa pratica della vestizione e indossati gli ARVA d'ordinanza il gruppo s'incamminò. Ufficialmente in direzione del Tochenhorn, in realtà bastava arrivare dove il sole splendeva (e qualcuno aggiungerebbe: come non aveva mai “spleso”....).
Altro “piccolo” inghippo neanche due minuti dopo la partenza: uno dei gitanti, in coda al gruppo, pensò bene di farsi un bagnetto fuori stagione (chissà, forse invogliato dai TG che in quei giorni proponevano servizi filmati di temerari che nel Nord Europa festeggiavano il Natale tuffandosi nelle acque semighiacciate di fiumi e laghi locali...) e si tuffò in una pozza d'acqua nascosta da un fragile ponte di neve, per trovarcisi immerso fin quasi al ginocchio.
Una volta estratto il malcapitato dalle gelide acque ed accolta non senza sorpresa la sua decisione di proseguire anche con i piedi a mollo, il gruppo si mise in marcia senza indugi, anche perchè freddo e vento non permettevano certo di star lì a ciurlare nel manico. E quindi, con buon passo e senza troppe pause (se non una, dovuta, per permettere al suddetto “collega” di cambiarsi almeno le calze fradicie con un paio asciutto...) i temerari ciaspolatori affrontarono il lungo falsopiano alla base dell'agognata montagna, avendo cura di mantenere le distanze in un traverso un po' più a rischio slavine, per poi ricompattare il gruppo lungo il pendio che con discreta pendenza rappresentava il grosso del dislivello di giornata.
Gruppo allungato sul traverso

Dove la pendenza quasi svaniva si trovarono nella conca racchiusa dalla lunga cresta dello Straffelgrat a sinistra, la cima del già salito Spitzhorli in fondo al pianoro, e la cresta del Tochenhorn a destra. L'ambiente era una magnifica sinfonia di bianco e blu, sembrava di essere in Himalaya, Giorgio suggerì un paragone con l'Antartide, e in effetti calzava alla grande. La montagna e tutta quella neve erano praticamente solo per loro: in tutta la giornata le uniche altre presenze furono quelle di una ciaspolatrice solitaria, e di due scialpinisti, uno dei quali (che la sapeva moolto lunga) nei punti più pianeggianti si faceva tirare dai suoi due cani...
Antartide? Himalaya? Sempione!!!

Un veloce supplemento di vestizione, ed ecco che un gruppo di colorati omini Michelin si trovò ad affrontare la cresta finale, non lunga né tecnicamente impegnativa, solo taaanto fredda, e perdipiù “accarezzata” da un debole venticello, che rese più piacevole l'ascesa... in poche parole, un vento bello teso spazzava la cresta con violenza, sollevando mulinelli di neve e facendo letteralmente congelare i pochi centimetri di viso scoperti...
Sulla cresta finale

In cima gli indomiti ebbero giusto il tempo di scattare una foto ricordo e di contemplare l'immenso panorama che si stagliava all'orizzonte, dal magnifico ghiacciaio dell'Aletsch tanto vicino da poterlo quasi sfiorare, a tutte le vette dell'Oberland Bernese, fino all'elegante aguzza piramide del Bietschhorn, e poi i 4000 della valle di Saas (Allalinhorn aspettaci che arriviamo, prima o poi... ormai sta diventando una questione “personale” ;-D), il “trittico” del Sempione, per concludere con il Leone e il Breithorn, già visitato dai VagaMonti! l'estate scorsa...
VagaMonti! sbarbellanti...

Foto di gruppo in vetta

E poi non fu che discesa fino al Passo e alle auto, con il divertimento che solo la discesa ciaspole ai piedi sa regalare, e che consiglio a tutti di provare almeno una volta!


Il racconto di questa bella gita termina qui, ma prima c'è ancora una cosa che mi resta da fare: devo sinceramente fare i complimenti all'eroe di giornata Giuseppe, per la sua forza di volontà, la sua tenacia e quel pizzico di “sana follia” che non fa mai male!!!
Bravo davvero, spero d'incontrarti presto in giro per i monti. Ma a piedi asciutti, stavolta!!! ;-D

lunedì 24 novembre 2008

23 novembre... PUNTA MARTIN

oggi si va in Liguria...
non sono proprio convintissimo della meta odierna, ma quando Bruno mi aveva proposto di uscire con Paolo e Claudia, mi sono iscritto al volo... ero uscito con loro un pò di tempo fa ed ero stato strafelice dell'uscita! sono due persone davvero speciali...
destinazione di oggi è Punta Martin... (Bruno causa piccolo infortunio non c'è... peccato!!!)
la mia giornata inizia bene... mi sono perso a Milano...
pazienza... arrivo un attimo in ritardo all'incontro... saluti di rito, disposizione sulle macchine e via...
un paio di soste per recuperare altri compagni di viaggio, una colazione poco prima di arrivare alla partenza e finalmente siamo ad Acquasanta (GE)
Lasciamo le macchine e dopo visitina veloce alla bellissima chiesa
Da Punta Martin

ci incamminiamo...
All'inizio non sono ancora convinto... non so perchè, ma non sono entusiasta...
Che rimbambito che sono!!! più prendiamo quota e più il panorama diventa notevole... il sentiero sale benone... non è un cammino difficile, ma nemmeno per tutti.... la compagnia è proprio bella (anche se qualcuno continua a far notare la scarsa presenza del gentil sesso)... c'è il sole, non fa caldissimo, ma per fortuna il vento non è forte come da previsioni...

Da Punta Martin


Da Punta Martin


Sul percorso incontriamo una bella comitiva di scout...
è bello vedere che si avvicinano così giovani alla montagna... ma personalmente credo che come tipoligia d'uscita fosse un pò troppo impegnativa x loro e con qualche rischio... anche se poi è stato proprio piacevole vederli arrivare tutti in cima felici...

Comunque, come dicevo prima, più salgo e più questa uscita inizia a piacermi davvero molto...
come descritto nelle varie recensioni su questa meta, arriviamo su un bel tratto in cresta e nell'ultima parte è d'obbligo aiutarsi con le braccia per salire... BELLO BELLO BELLO...

Da Punta Martin


Da Punta Martin


Finalmente in cima... CHE SPETTACOLO!!!

Da Punta Martin


Da Punta Martin


Si mangia... ci si guarda intorno... cerchiamo con lo sguardo Nando (il nostro amico a 4 zampe) che arrivato in vetta a fatto perdere le sue tracce... si chiacchera... si fanno foto...
ed arriva anche l'ora di scendere...
Come ci aveva detto Paolo, riprendiamo la discesa su un sentiero bello e largo... dobbiamo passare dall'altra parte della vallata e poi ad un certo punto seguiremo degli "ometti" che qualche impavido ha messo per indicare una discesa alternativa...

Da Punta Martin


l'alternativa vera sarà poi scendere nel canalone...

Da Punta Martin


per fortuna che questo giro non mi convinceva... è sempre + BELLO!!!
ok un pelo difficoltoso in alcuni punti, da non percorrere con leggerezza...
ma decisamente emozionante...
La compagnia è fantastica davvero... la giornata spettacolare... il posto incantevole...
ma chia ha voglia di scendere??? io NO!!!
pazienza...
il buio sta arrivando ed i colori del tramonto sono al solito mozzafiato...
La giornata è finita... siamo giù alle macchine e prima di ripartire verso casa facciamo una sosta al bar...
Che bellissima giornata!!! GRAZIE a tutti i fantastici compagni di viaggio di oggi...

SEMPLICEMENTE... VAL CODERA

16 novembre 2008

Come si fa a spiegare a parole la bellezza di una valle unica, dove in pochi attimi la vista può spaziare dal fondovalle del lago di Novate Mezzola, con il pianoro paludoso del Pian di Spagna e la possente mole del Legnone a vigilare sul Lario, ai profili tormentati dei monti della Mesolcina, alla verticalità delle pareti rocciose lungo le quali s'inerpica il sentiero sotto i nostri scarponi, a forre e canaloni e valloni incassati scavalcati da antichi ponti di pietra, e distanti cime e creste imbiancate della prima neve novembrina... e poi il paese di Codera, appeso lassù alla sua montagna, così lontano nel suo anacronistico e così suggestivo isolamento, e i gruppi di baite sparsi sui pendii, ma ognuno in un punto così panoramico da far invidia...
E poi ci si è messa anche la giornata, che ci ha regalato un sole splendente in un cielo azzurrissimo ed una temperatura più che gradevole; poi la compagnia, fantastica come sempre (certo però che ce ne vuole, a far pausa accanto alla santella che ricorda disgrazie causate da morbi mortiferi ed amenità del genere... ;-D)...
ed infine, come ultimo dono di un'altra giornata da ricordare, un tramonto spettacolare ad incendiare il cielo e dipingere di riflessi dorati le calme acque del lago, stretto laggiù fra gli scuri profili dei monti a fargli da corona...

Già questa primavera avevo provato a descrivere tanta bellezza, ma davvero faccio fatica a trovare parole che non siano troppo retoriche o comunque inadeguate.
E forse non è poi un male, perchè chi ha la fortuna di poter visitare questa valle incantata credo che porti via con sé ricordi che valgono ben più di qualsiasi parola, e d'altra parte accontentarsi di leggere un racconto o guardare una foto di questi luoghi è un peccato: ci sono tantissimi posti che meritano di essere visti, grandi o meno, famosi o meno, celebrati o meno.

Bene, fra tutti quei posti, la val Codera merita senza dubbio non solo di essere vista... merita di essere vissuta. Senza fretta però, perchè quassù il mondo ancora gira al ritmo antico di una volta, ed è davvero un gran bel girare.
Bruno


Lago di Novate Mezzola, Pian di Spagna e Legnone innevato

Gruppo in fila indiana sul ripido sentiero per Codera

Il paese di Codera

Incantevole panorama dalla frazione Cii

I VagaMonti! di giornata: Andrea, Bruno, Marco, Paolo, Elisa, Mauro e Rossella

domenica 19 ottobre 2008

La nobil leggenda della Guerriera bella e crudele e di Grignetta sua sentinella in quel dì nobile di ottobre decimonono nell'Anno Domini MMVIII

Ciò che facemmo il dì nobile di ottobre decimonono nell'Anno Domini MMVIII canteranno i posteri ad imperitura memoria di chi sfidò la guerriera bella e senza amore che Iddio punì volgendo in monte!



Ed ella ci attendea porgendo seco funeree lapidi a trasecolar l'ardito cavaliere che sul suo ripido procedere ripetea "Avere te voglio o morire!"



Ma ella dall'alto ci vedea salire ed il suo dileggio echeggiò dalle forre che come fauci aperte attendeano il nostro piede in fallo!


E strapiombi aguzzi, e corde sottili a vincere il precipizio e scale artigliate dal vento ci trovarono fermi a procedere verso la vetta bella e crudele!



Neppur gli strali della maligna sentinella che giungeano al capo o al tronco, neppure i massi gettati al canalone. Stavolta la freccia in fronte non scoccò e si nobil ventura procedette nella luce fin quasi all'apice dell'ardir supremo, vetta nobile e crudel che ira ormai mutava in nuvole minacciose sopra il capo!



Ma più dell'onor e dell'amor potè il digiuno e dopo tanta speme a si nobil ventura il ventre vuoto deviò a quel di Rosalba locanda ove riproponemmo il nostro grande amore alla vetta ostile ma col ventre pieno e la pancia al sole!



Così scendendo da più dolce declivio e rimirando in lontananza sì vetta bella e ostile, già la nostalgia riporta alla direttissima via che al suo cuore porta!

martedì 7 ottobre 2008

Sul Legnone... Anzi no!

Ascesa mancata alla prima cima del lago di Como
4 ottobre 2008


L'escursione al Legnone di quel sabato è cominciata, in realtà, al venerdì, con un messaggio sul telefonino da parte di Bicio: "sulla cima di domani è caduta della neve."

In pratica, sabato mattina siamo partiti senza sapere con certezza se saremmo potuti arrivare alla cima.

Perfetto.

Comunque, il morale della truppa restava alto, anche per via della giornata spettacolare di cui potevamo godere: neanche una nuvola oscurava il cielo del lago di Como.
Giornata spettacolare, ma anche bella fresca. in effetti fa un freddo becco, e il caffè che prendiamo al rifugio Roccoli Lorla ci sta tutto.

Di fronte a noi, il Legnone domina sul lago ed in effetti la cima è decisamente imbiancata.
In realtà, non appena usciti dal bosco che caratterizza la prima parte di sentiero, il percorso si presenta non difficile, ma coperto da un fastidiosissimo strato di neve del giorno prima, che rende il tutto piuttosto insidioso.
Il secco: "Minchia se è scivoloso!" sganciato da Sara al primo mezzo capitombolo vale più di mille parole.

Alla prima sosta, possiamo godere di una splendida panoramica dell'estremità nord del lago, con vista sulla Val di Spagna:


A questo punto, il sentiero comincia a salire più deciso, e il passaggio diventa ancora più complicato per via dello strato di neve, diventato ormai un vetrato di neve-misto-grandine. Incrociamo un paio di escursionisti, che prima di noi hanno tentato di raggiungere la cima, e le notizie non sono buone: hanno dovuto rinunciare, perchè il tratto finale è impraticabile.

Continuiamo la salita, ed arriviamo all'ultima pausa, al bivacco Cà de Legn. proprio sotto la cima. Ne approfittiamo per mangiare un panino, mentre Bicio va avanti a verificare il percorso. Poco dopo torna, ed il responso è quello che temevamo: da lì in avanti, senza ramponi non si va da nessuna parte. Salire, volendo, sarebbe ancora possibile, ma scendere sarebbe troppo pericoloso.

Ma il buon Bicio, forse presagendo il problema, aveva pronto il piano di riserva: si scende al rifugio, si mangia qualcos'altro con calma, e poi nel pomeriggio saliremo sul Legnoncino, cima decisamente più bassa (1711 metri contro i 2609 del fratello maggiore), ma dotata di panorami altrettanto notevoli.

La pausa sul prato presso il rifugio, oltre ad altri panini e dolci assortiti, ci da modo di far conoscenza con il cane del rifugio, un bel pastorone bernese, che prontamente stringe amicizia con Bicio. Sarà questione di affinità? A voi giudicare...


Non senza rimorso lasciamo il nostro amicone e la pennica che già stavamo gustando sotto il bel sole, per incamminarci verso il Legnoncino.

La salita è facile facile, lungo una mulattiera della vecchia Linea Cadorna.

E siccome, probabilmente, gli sembrava troppo facile, Bicio pensa bene di deviare al primo taglio che si trova davanti. Noi, da bravi pecoroni, lo seguiamo, solo per trovarci dopo pochi metri, in mezzo ai rami e le sterpaglie, con la voce di Bicio che ci dice: "tornate sulla strada!". Riprendiamo la mulattiera e il tutto finisce in risate.

Arrivati in cima al Legnoncino, lo spettacolo è semplicemente fantastico, con tutte le cime del lago in bella vista. Questa foto ne è solo un esempio:


Siccome tira un freddo becco, ci tratteniamo giusto il tempo di una foto di gruppo e scendiamo.

Terzo passaggio al rifugio Roccoli-Lorla, e terza sosta, stavolta con le gambe sotto al tavolo, per la merendona finale a base di torte, castagne alla panna (uau!) e bevande calde, degna conclusione di cotanta giornata.