Sono in ottima compagnia: Elena, Lara, Michela, Marco ed il mitico Luigi, papà di Lara ed ex soccorso alpino, che ci fa da guida.
Arrivati in cima belli sudati, ad accoglierci un’allegra compagnia che in poco raggiunge e supera le 50 unità. Quest’anno c’è qualcosa in più da celebrare, il ricordo di un alpinista di Oltre il Colle scomparso a fine maggio durante una spedizione sull’Everest: Pierangelo Maurizio. Tanti amici accorsi alla S. Messa che viene concelebrata sull’altare della Croce da due sacerdoti serinesi: tra i partecipanti anche il fratello (mio vicino di casa) e Nadia Tiraboschi, compagna di spedizione dello scomparso… momenti davvero commoventi durante e dopo la celebrazione, soprattutto sulle note di “Signore delle Cime” intonate al termine.
Il momento, invece, più divertente per me ed altri partecipanti, è l’accensione delle fiaccole: bisogna infatti avventurarsi sulle creste a strapiombo e posizionare le fiaccole accese. I più funambolici sono proprio Luigi e Gabriele, il genero di Luigi. Vederli muoversi sulle rocce è per me un’emozione, io cerco a stento di imitarli ma senza mai prendermi i loro rischi!
Non si resta ancora molto in vetta: la temperatura cala rapidamente e noi, accese le nostre pile frontali, ce ne torniamo a valle rimirando ancora, di tanto in tanto, lo spettacolo che dura per altre 2 ore circa sulle cime.
Seguono giorni grigi… tanta acqua e temporali, ormai non credo quasi più in un’altra uscita. Ed invece l’occasione si presenta venerdì 24 agosto, quando finalmente è prevista una bella giornata! E’ da un po’ che voglio tornare sul Corno Stella (2.620 mt d’altezza, sopra Foppolo, alta Val Brembana), monte che ho salito solo una volta in una giornata di piena nebbia. Lancio ovviamente la proposta al mio compagno d’avventure… Ma Daniele questa volta vuole fare da solo e sul serio: è deciso di puntare la sveglia alle 5 del mattino per essere alle 6 a Carona ed attaccare lui, il mitico Diavolo di Tenda! Io non cambio idea, anche perché con me voglio portare Elena, Marco e mia cugina Silvia con i genitori. La nostra sveglia è più “umana”, così alle ore 8.30, lasciata la macchina oltre il piazzale degli alberghi di Foppolo, iniziamo la salita sull’ampia strada sterrata che conduce dapprima al rifugio “Montebello” e passo della Croce, per poi proseguire verso lo stupendo specchio naturale del Lago Moro e quindi trasformarsi in sentiero per raggiungere la vetta.
La giornata è davvero molto bella e fresca (9° alla partenza, 1.600 mt): la salita viene affrontata con il classico passo rilassato da passeggiata domenicale, anche perché l’allenamento dei partecipanti è un po’ da saggiare… Ma non fa niente, anzi, ci si può godere con più calma il paesaggio!
Raggiunto senza troppe fatiche il Lago Moro e scattate le prime foto di rito, il gruppo si divide: davanti i giovani (io, Elena, Marco e Silvia) mentre i miei zii ci seguono a distanza con passo più tranquillo, visti anche i problemi al ginocchio dello zio. Mando intanto un messaggio al mio amico, che immagino ormai all’attacco della piramide terminale del Diavolo…
Domenica 26 è l’ultimo giorno delle mie ferie e pure di quelle di Elena: ma vogliamo finirle in grande stile! Lei non ha mai visto le Cascate del fiume Serio e neppure è mai stata in Val Seriana… bisogna rimediare immediatamente!!! ;o)
Partiamo da Serina quando il sole è già alto e dopo la buona ora in auto tra le curve della Val del Riso ed il lungo serpentone dell’Alta Val Seriana, eccoci di fronte al cartello del paese di Valbondione… non ci posso credere! Alle 9.30 ogni parcheggio è già pieno e mi tocca lasciare la pegi proprio lì, a ben 2 km di distanza dall’inizio del sentiero, e manca solo 1 ora e mezza all’apertura delle cascate! (PS: però i 3 euri di parcheggio me li pago pure io… grazie!).
Costringo perciò la mia povera fidanzata ad una vera e propria maratona contro il tempo: il morale alto e la voglia di immortalare lo spettacolo ci spingeranno oltre la fatica! Ce la facciamo: arriviamo ai primi posti dove si avvista il “palcoscenico” dei famosi tre salti d’acqua alle 10.50: però io sono proprio un po’ “bastardo”, e voglio avere una posizione migliore… Elena inizia a scaldarsi, ma per fortuna non proseguo per molto.

Alla fine del pendio una serie di tornantini ci conduce ai Piani della Rossa, a 2051 metri, dove sotto ad un grosso masso un cartello c’indica la strada per il Passo. A questo punto il sentiero torna a salire puntando verso delle rocce biancastre, che aggiriamo su una serie di tornantini belli ripidi e ghiaiosi, oltre i quali il sentiero torna a farsi pianeggiante, in direzione di una placca verticale di granito rosso, dove comincia il divertimento.
Infatti, per oltrepassare l’ostacolo c’è bisogno di mettere le mani su una scaletta di ferro lunga cinque o sei metri, dopo la quale una catenella aiuta la salita in un passaggio di rocce friabili, e l’ultima difficoltà è rappresentata da un divertente passaggio in una ripida strettoia rocciosa da superare aiutandosi con le mani…
Sarebbe bello prendersela comoda e perdersi a gustare questo ambiente così selvaggio, ma le nuvole che si addensano ci fanno aumentare l’andatura. Balzellon balzelloni riattraversiamo il pianoro per poi tuffarci nella discesa lungo la strettoia, la catena e la scaletta…







