lunedì 2 marzo 2009

01 Marzo... Valnontey

CHE BELLA GIORNATA!!!
la compagnia semplicemente Fantastica ed un escursione diversa dal solito hanno reso questa giornata davvero spettacolare...
ma procediamo con ordine...
La giornata è alquanto uggiosa...
Alla conta manca qualcuno purtroppo...
Siamo in 9 a partire da Milano e dirigiamo verso Valnontey dove ci aspettano Andrea con famiglia e Nicola, la nostra guida di oggi, ed un pò di nevischio...
Oggi si ciaspola, ma non è per questo che siamo qui!
Nicola infatti ci farà una bellissima spiegazione di come valutare la montagna in inverno... di cosa è importante avere con sè quando si esce sulla neve... come utilizzare gli strumenti per fare autosoccorso e su come si fanno alcune misurazioni per calcolare il pericolo di valanghe...

alla partenza
Da 2009 03 01 Valnontey


strada facendo
Da 2009 03 01 Valnontey


Nicola che da indicazioni
Da 2009 03 01 Valnontey


quanto è dura la salita!!!
Da 2009 03 01 Valnontey


Andrea in posa...
Da 2009 03 01 Valnontey


Il giro guidato con Nicola è iniziato intorno alle 10.00...
indossate le ciaspole abbiamo seguito praticamente l'anello di fondo e il tempo è davvero volato... Come avevo accennato all'inizio oggi il vero scopo dell'uscita era scoprire come affrontare la montagna in inverno in sicurezza e direi che siamo stati tutti molto molto contenti della mattinata trascorsa... Abbiamo "concluso" la gita ufficiale con un pranzo semplice ma gustosissimo in un ristorante locale molto carino all'insegna del motto "poca spesa ottima resa" con, a chiusura, un piccolo omaggio inaspettato e gradito da parte della nostra guida... curiosi? chiedete a Stefano cos'era :-)
Ufficialmente la gita guidata era finita... ma Nicola è stato gentilissimo e su indicazione di Andrea ci ha accompagnati alle cascate di Lillaz... dovevamo in qualche modo smaltire il pranzo... ;-)

la cascata...
Da 2009 03 01 Valnontey


visto la mattinata molto tranquilla Nicola ci propone una piccola escursione per andare a vedere la cascata dall'alto... Piccola escursione dalla grandi soddisfazioni. Breve ma intensa!!! infatti risaliamo sulla destra il ripido pendio ghiacciato, in alcuni passaggi c'è tanta incertezza... raggiungiamo un ponticello che incute un pò di timore (ma dobbiamo passare per forza da qui?) e finalmente siamo arrivati!!!

guarda che belli :-)
Da 2009 03 01 Valnontey


si ma ora dobbiamo anche scendere!!!
lentamente e serenamente, con molta molta calma, torniamo alla partenza...
Salutiamo Nicola e anche se non si vorrebbe mai tornare, riprendiamo la via di casa..
GRAZIE di cuore A TUTTI per questa splendida Giornata...
Peccato per chi non è potuto essere dei nostri oggi...
ci si vede alla prossima...
a presto Vagamonti :-)

lunedì 23 febbraio 2009

22 Febbraio 2009 Rifugio Barbustel

La sveglia anche stamattina suona presto... devo ancora preparare tutto per questa giornata... la nostra meta di oggi è il Rifugio Barbustel in valle d'Aosta...
Ritrovo alle 7,15 in piazzale Lotto... scambio veloce di saluti/presentazioni...
divisione sulle macchine e via...
La giornata promette bene, il sole splende e non fa neppure troppo freddo per fortuna. Non ho guardato che ora era quando siamo arrivati al parcheggio,
ma era già pieno di macchine! ci prepariamo ed iniziamo la salita...
Da 2009 02 22 Rifugio Barbustel

Come ho detto prima la giornata è proprio bella... ed anche il posto in cui ci troviamo è uno spettacolo...
la salita non è superimpegnativa ma neppure una passeggiata... dobbiamo fare 700 metri di dislivello camminando per circa 7/8 km... il gruppo non è compattissimo...
Dario ( la nostra guida di oggi) è avanti con buona parte del gruppo... io in fondo con Claudia (la moglie di Paolo) a far compagnia a chi ha il passo più tranquillo... Mauro (un carissimo amico ed in questo periodo anche inseparabile compagno di viaggio) a volte avanti e a volte indietro ad aspettare noi... Più saliamo e più il paesaggio diventa suggestivo...
Da 2009 02 22 Rifugio Barbustel

e chi vuole scendere???
Tra una chiacchera e l'altra arriviamo all'ultimo "muro" importante prima dello scollinamento che ci porterà al Barbustel... (v.foto)
Da 2009 02 22 Rifugio Barbustel

Su al colle tira un ventaccio e dopo esserci ricompattati riprendiamo a camminare...
in poco tempo raggiungiamo il rifugio e pranziamo al sacco...
Da 2009 02 22 Rifugio Barbustel

Dopo pranzo qualche foto e poi riprendiamo a camminare per tornare indietro...

qui ci sono un pò di foto fatte da Cluadia...
http://www.sentierando.it/ultime_uscite/barbustel.htm

Direi che la parte più bella del ritorno è stato il "muro"; in salita sì ci aveva messo a dura prova... ma in discesa ci ha regalato momenti di pura felicità...
Mentre Dario era impegnato a fare una traccia sicura per il gruppo, uno a caso è "in"volontariamente scivolato di sedere per il pendio istigando gli altri a seguirlo... a parte Mauro che sapeva che avrei fatto così e che senza troppi indugi a seguito a ruota... il resto del gruppo procedeva incerto e titubante cercando di capire come scendere... inevitabile perdita d'equilibrio per quasi tutti con relativo scivolone e grandi risate finali... una volta scesi ci siamo fermati un pò per vedere le "evoluzioni" di chi ci seguiva... Troppo divertente!!!
La discesa è stata poi semplice ed abbastanza veloce...
Verso le 15.00 siamo alle macchine e dopo la solita pausa al bar riprendiamo la via del rientro...
Una bellissima giornata in ottima compagnia...
Grazie a Tutti...

http://picasaweb.google.it/fotogrammigianni/MonteAvic?authkey=jzJNe-bkViw#
(qui ci sono le foto di Gianni... BELLISSIME!!!)

martedì 3 febbraio 2009

Al Passo dei Campelli una Val di Scalve… da abbracciare!

E’ da un bel po’ che non scrivo sul Vagamonti, e questa volta mi trovo, a distanza di un più di mese, a riportare in poche righe il racconto di una bella ciaspolata affrontata in compagnia di Elena, Maurizio ed Emma il 30 dicembre 2008.
La strada da percorrere per raggiungere Schilpario, nell’Alta Valle di Scalve, non è certo poca, ma il desiderio di calpestare nuovi terreni fa dimenticare le quasi 2 ore di macchina per scavalcare prima la Val Serina, poi la Val del Riso, la salita da Clusone al Passo della Presolana, la discesa per ripidi tornanti e la risalita verso il paese scalvino.
La temperatura appena scesi dall’auto è di quelle “sane”: - 8°! Velocemente indossiamo scarponi e ciaspole e ci inoltriamo nel bel bosco di abeti, seguendo e a volte tagliando la strada che nei mesi estivi permette di raggiungere il Passo del Vivione, valico che congiunge le province di Bergamo e Brescia.
Ci stupisce da subito la vastità degli ambienti, simili più ad una vallata dolomitica che alle nostre strette orobie. Alla nostra destra svettano già creste calcaree che dopo non troppo tempo iniziamo a identificare: ciò avviene all’uscita dal bosco su pascoli innevati, che si aprono appena superato il rifugio Cimon della Bagozza, struttura che prende il nome dallo stupendo sperone di roccia che si eleva superbo e severo al centro dello skyline delle vette. La nostra meta è il Passo Campelli, a quota 2000 mt circa, ma non celo da subito il desiderio di raggiungere la piccola vetta alla sua sinistra, il Monte Campioncino, di poco più alto. Intanto il sole ha iniziato a far capolino da dietro le creste appena citate, ed in breve ci troviamo avvolti dai suoi caldi raggi che ci rinfrancano dopo un ora circa di passi nel gelo.
Raggiungere il passo nella traccia lasciata dalle motoslitte è impresa facile: oltre lo stesso la vista è davvero fantastica ed il gruppo dell’Adamello catalizza immediatamente lo sguardo di noi escursionisti, rapiti già dallo stupendo quadro di bianco e blu, neve e cielo da favola! Maurizio ed Emma sono un po’ stanchi e preferiscono fermarsi ad osservare il panorama, mentre io e la mogliettina ci inerpichiamo sul fianco del Campioncino, vetta sulla quale vediamo pronti per la discesa alcuni scialpinisti. La raggiungiamo anche noi in breve, ma con un po’ di dispiacere devo sconsigliare a Elena la salita degli ultimi 20 mt per raggiungere la croce, in quanto il passaggio degli sciatori ha reso una lastra scivolosa il tratto terminale. Con le unghie io invece mi inerpico e guadagno la vetta, da dove la vista è mozzafiato. La Presolana con la sua immensa mole domina incontrastata la bassa valle, mentre sotto di me l’intera parte alta risale sempre più ampia ad abbracciare abeti e pascoli innevati. Alla destra la vetta del monte Campione, di pochi metri più elevata, alla sinistra tutto quel calcare dove il Cimon della Bagozza la fa da padrone, e dietro sempre tutte le magnifiche vette bresciane. Un panorama così lo si vorrebbe davvero abbracciare, e mi cimento in un tentativo di panoramica a 360° con 12 scatti della mia fedele digitale.
La discesa è divertente per tutti e due, alternando saltelli un po’ goffi a tratti in cui le ciaspole diventano come sci. Alle baite sottostanti, dove già ci aspettano i nostri compagni di viaggio, consumiamo il nostro pranzo, in compagnia di tanti altri escursionisti saliti fin qui a godersi questo paradiso.
Rientrare è sempre un po’ triste, ma ringrazio di cuore Maurizio che aveva caldeggiato da tempo questa escursione e che anch’io consiglio a tutti gli appassionati.

domenica 18 gennaio 2009

martedì 13 gennaio 2009

11 gennaio 2009 Notturna San Primo

sono le 2, 30 e sta già suonando la sveglia...
che sonno!!! sono a casa di due cari amici, che mi hanno offerto ospitalità ieri sera...
(GRAZIE GRAZIE GRAZIE) facciamo colazione e poi raggiungiamo la piazza della chiesa dove ci aspettano altri amici per questa camminata al chiaro di luna...
La nottata è da favola... il cielo è limpido e la luna che ci accompagnerà stanotte è davvero uno spettacolo!!! il clima freschino quanto basta!!!
La nostra meta è San Primo (nel lecchese)... alcuni con gli sci ed altri con le ciaspole.
Dopo circa un'oretta di macchina siamo al parcheggio...
Da 2009-01-11 San Primo Notturna
ci prepariamo e via per monti!!!
è davvero un'incanto...
Risaliamo tranquillamente il pendio fino al colletto dove tira una bella arietta "fresca"...
Da 2009-01-11 San Primo Notturna

il panorama è indescrivibile... le luci brillano nelle vallate ed i paesi sembrano diamanti incastonati in queste fantastiche montagne...
decidiamo di non percorrerre la cresta a causa del vento e la aggiriamo facendo un lungo traverso sulla sinistra...
Da 2009-01-11 San Primo Notturna
e finalmente la cima!!!
Da 2009-01-11 San Primo Notturna

ci rintaniamo dentro la trincea scavata attorno ad un "baracchino" ed aspettiamo l'alba tra un bicchiere di vin brulè, una tazza di te, una fetta di panettone e qualche dolcetto...
ma che freddo!!!
Il panorama a 360 gradi è davvero emozionante e l'alba poi!!!
Da 2009-01-11 San Primo Notturna

ma forse lo è ancora di più la nostra compagna per eccellenza di questa notte... una Luna meravigliosa che è stata con noi...
Da 2009-01-11 San Primo Notturna

Arriva anche l'ora di scendere... Il sole sta salendo ma fa ancora un freddo incredibile...
Fotina di gruppo
Da 2009-01-11 San Primo Notturna
(che bello questo gruppo!!!) e poi giù...
per gli sci alpinisti la prima parte di discesa non è entusiasmante... la neve è proprio orrenda...
facciamo "strada" comune in cresta...
Da 2009-01-11 San Primo Notturna
poi loro si lanciano in emozionati saliscendi e noi ciaspolatori con calma torniamo alla partenza...
Lungo la discesa incontriamo tanta gente che sta salendo... è proprio una giornata che merita!!!
in un posto davvero molto bello ed anche vicino...
Arriviamo alle macchine ed aspettiamo al bar i nostri compagni con gli sci...
è mezzogiorno passato quando siamo tutti in macchina sulla via del rientro in città...

chiudo con le parole di un caro amico che esprimono benissimo quanto sia stata semplicemente fantastica questa esperienza...
"Anche quest'anno non manchiamo all'appuntamento con la notturna sulla neve, qualcuno scimunito e qualcun'altro ciaspolomunito, ma comunque tutti con la voglia di condividere questa avventura un po' particolare.
Domenica la luna ci ha donato il meglio di sè illuminando la neve dell'argento più vivo, il sole ci ha regalato il piacere dell'alba dopo una lunga notte riempiendoci gli occhi di luce e colore, e le ossa di calore, ma la riuscita della gita c'è stata grazie agli amici, quelli che vorresti non mancassero mai , e questa volta eravamo proprio in tanti.
Ognuno ha dato: le risate, la fatica della veglia e della salita e la gara delle cadute in discesa, il panettone e il vin brulè (quest'ultimo venuto proprio male ma fa niente), la gioia di stare insieme; tutti hanno reso questa gita indimenticabile. "


http://on-ice.it/onice/viewtopic.php?t=4310

GRAZIE GRAZIE GRAZIE... di cuore...
è stata davvero una gita indimenticabile...

Altra Befana, altro giro... Altro Devero!

06 gennaio 2009

In certi posti ci torni, punto e basta.
E ci torni in certi giorni, perchè è così.

Nel mio caso, al Devero ci torno perchè è il Devero, ed è il mio "luogo del cuore", e ci torno il 6 gennaio perchè, per noi VagaMonti, la Befana si passa al Devero.

In effetti, le abbondanti nevicate previste per la giornata avevano fatto sorgere più di un dubbio al sottoscritto sulla praticabilità delle strade per arrivarci, ma per fortuna mi sono lasciato convincere da Bruno che si doveva andare, ed ecco che alle 7:30 del mattino mi imbarco insieme al buon Mauro, sempre sulla macchina del Bruno sempre di cui sopra (ehm...), e puntiamo spediti verso la Val Formazza.

In effetti, il viaggio comincia con una bella derapata sul misto neve-ghiaccino subito dietro casa, e prosegue a passo assai ridotto a causa delle condizioni delle strade, macon la dovuta calma e filosofia arriviamo su fino a Croveo, dove approfittiamo per fare tappa a casa di mio zio per un caffè e per montare le catene.

Giusto il tempo per il piccolo magone d'ordinanza che non può mancare ogni volta che lascio quella casa, e saltiamo in macchina per il breve tratto verso l'Alpe.

Lo spettacolo è sempre quello, e non mi tradisce mai. Inforchiamo le ciaspole e partiamo per il solito percorso, che ormai faccio con il pilota automatico: la spianata dell'Alpe, lo strappo in salita, il bosco di torbiera, e poi Crampiolo, in pieno parco naturale.

Per darvi un'idea del paesaggio e della giornata, eccovi un piccolo video girato dal limitare del bosco:



Decidiamo di arrivare al paese salendo su una gobba, per poi scendere ciaspolando di corsa e divertirci. Io scendo per primo, e poi decido di riprendere gli exploit di Bruno e Mauro. Eccoli in azione:





Arriviamo giusti giusti per entrare alla Locanda Fizzi, altra tappa fissa dei nostri giri al Devero, per sederci al tavolo e gustare le prelibatezze del Mario Ferraris e della sua cucina.

Anche oggi, purtroppo, niente pasta Walser, ma ci consoliamo con degli ottimi canederli, bocconcini di capriolo con abbondante polenta, e con un assaggio di formaggio Bettelmatt, che a Bruno ancora mancava.

Suggelliamo il tutto nel modo più giusto:



Il dopo pranzo lo dedichiamo ad un passaggio alla diga di Codelago, che sovrasta Crampiolo.

In realtà , praticamente il lago non c'è, perchè la neve lo ha coperto del tutto. La foto ve lo testimonia:


Dopo il lago, torniamo giù all'Alpe, e c'è ancora tempo per una fotina di Bruno e Mauro:


E poi... fine, purtroppo. Risaliamo in macchina e torniamo a Milano.

Ma la testa è rimasta là, e sono abbastanza convinto che questo blog vedrà altre pagine dedicate a questi luoghi meravigliosi, dato che conto di portarci altra gente.

E presto.

martedì 6 gennaio 2009

UNA CLAMOROSA SBARBELLATA

Tochenhorn, 28 dicembre 2008

Per l'ultima domenica del 2008 le previsioni meteo prospettavano una giornata serena, solo un po' “freddina”. Ed allora cosa decisero di fare Dario e Bruno?
Ma di pensar bene di andarsene a ciaspolare in compagnia degli amici Giorgio ed Orietta e della loro banda di Montagna e Natura in una zona notoriamente riparata dal freddo (?)....
Fu così che, dopo uno svelto saluto a Montecrestese, il buongiorno lo ricevettero direttamente al Passo del Sempione.
Sereno era sereno, nulla da eccepire... soltanto, una debole brezzolina accarezzava i volti e le mani dei nostri, che in capo a pochi secondi, nell'atto di allacciarsi scarponi e ciaspole iniziarono ad accusare dei lievissimi problemi riguardanti la circolazione periferica... infatti, quello che non era stato messo in conto era il vento teso caratteristico del Sempione, che andava ad aggiungersi ad una temperaturina di -20°C circa, e al trovarsi a quell'ora in ombra, dato che il sole illuminava solo le cime d'intorno!!!
Terminata la penosa pratica della vestizione e indossati gli ARVA d'ordinanza il gruppo s'incamminò. Ufficialmente in direzione del Tochenhorn, in realtà bastava arrivare dove il sole splendeva (e qualcuno aggiungerebbe: come non aveva mai “spleso”....).
Altro “piccolo” inghippo neanche due minuti dopo la partenza: uno dei gitanti, in coda al gruppo, pensò bene di farsi un bagnetto fuori stagione (chissà, forse invogliato dai TG che in quei giorni proponevano servizi filmati di temerari che nel Nord Europa festeggiavano il Natale tuffandosi nelle acque semighiacciate di fiumi e laghi locali...) e si tuffò in una pozza d'acqua nascosta da un fragile ponte di neve, per trovarcisi immerso fin quasi al ginocchio.
Una volta estratto il malcapitato dalle gelide acque ed accolta non senza sorpresa la sua decisione di proseguire anche con i piedi a mollo, il gruppo si mise in marcia senza indugi, anche perchè freddo e vento non permettevano certo di star lì a ciurlare nel manico. E quindi, con buon passo e senza troppe pause (se non una, dovuta, per permettere al suddetto “collega” di cambiarsi almeno le calze fradicie con un paio asciutto...) i temerari ciaspolatori affrontarono il lungo falsopiano alla base dell'agognata montagna, avendo cura di mantenere le distanze in un traverso un po' più a rischio slavine, per poi ricompattare il gruppo lungo il pendio che con discreta pendenza rappresentava il grosso del dislivello di giornata.
Gruppo allungato sul traverso

Dove la pendenza quasi svaniva si trovarono nella conca racchiusa dalla lunga cresta dello Straffelgrat a sinistra, la cima del già salito Spitzhorli in fondo al pianoro, e la cresta del Tochenhorn a destra. L'ambiente era una magnifica sinfonia di bianco e blu, sembrava di essere in Himalaya, Giorgio suggerì un paragone con l'Antartide, e in effetti calzava alla grande. La montagna e tutta quella neve erano praticamente solo per loro: in tutta la giornata le uniche altre presenze furono quelle di una ciaspolatrice solitaria, e di due scialpinisti, uno dei quali (che la sapeva moolto lunga) nei punti più pianeggianti si faceva tirare dai suoi due cani...
Antartide? Himalaya? Sempione!!!

Un veloce supplemento di vestizione, ed ecco che un gruppo di colorati omini Michelin si trovò ad affrontare la cresta finale, non lunga né tecnicamente impegnativa, solo taaanto fredda, e perdipiù “accarezzata” da un debole venticello, che rese più piacevole l'ascesa... in poche parole, un vento bello teso spazzava la cresta con violenza, sollevando mulinelli di neve e facendo letteralmente congelare i pochi centimetri di viso scoperti...
Sulla cresta finale

In cima gli indomiti ebbero giusto il tempo di scattare una foto ricordo e di contemplare l'immenso panorama che si stagliava all'orizzonte, dal magnifico ghiacciaio dell'Aletsch tanto vicino da poterlo quasi sfiorare, a tutte le vette dell'Oberland Bernese, fino all'elegante aguzza piramide del Bietschhorn, e poi i 4000 della valle di Saas (Allalinhorn aspettaci che arriviamo, prima o poi... ormai sta diventando una questione “personale” ;-D), il “trittico” del Sempione, per concludere con il Leone e il Breithorn, già visitato dai VagaMonti! l'estate scorsa...
VagaMonti! sbarbellanti...

Foto di gruppo in vetta

E poi non fu che discesa fino al Passo e alle auto, con il divertimento che solo la discesa ciaspole ai piedi sa regalare, e che consiglio a tutti di provare almeno una volta!


Il racconto di questa bella gita termina qui, ma prima c'è ancora una cosa che mi resta da fare: devo sinceramente fare i complimenti all'eroe di giornata Giuseppe, per la sua forza di volontà, la sua tenacia e quel pizzico di “sana follia” che non fa mai male!!!
Bravo davvero, spero d'incontrarti presto in giro per i monti. Ma a piedi asciutti, stavolta!!! ;-D